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Omaggio a F.

Il progetto nasce da una riflessione profonda sul cinema delle origini e, in particolare, sulla poetica del cinema muto di Charlie Chaplin: la sua gestualità, il suo senso del ritmo visivo, la sua capacità di raccontare l’umanità attraverso la maschera del clown. Da questa radice si sviluppa una sovrapposizione tra l’immaginario chapliniano e quello felliniano: Fellini, che di Chaplin era profondo ammiratore, ha fatto della figura del clown un simbolo potente di malinconia, comicità e fragilità umana.

Omaggio a F., diretto da Daniele Ciprì, si muove proprio in questo spazio, attraverso il linguaggio del cinema muto, come atto di devozione verso due visioni del mondo che si parlano attraverso i decenni.
La scelta della fotografia in bianco e nero non è puramente estetica: è una decisione di senso, un modo per ricondurre le immagini alla loro essenza, per evocare la materia stessa del cinema classico e restituire al racconto visivo tutta la sua forza archetipica.


Al centro del corto emerge con forza il tema della diversità e della comprensione dell’altro: un fil rouge che percorre tutto il cinema di Fellini, dove il diverso non è mai un’anomalia, ma il portatore di una verità più profonda sull’esistenza umana.
Il cortometraggio è stato realizzato con il contributo attivo degli studenti, che hanno ricoperto ruoli professionali a tutti gli effetti: Flavio Germani come aiuto regista, Maria Rosaria Dell’Orto come direttore di produzione, Riccardo Charlie Marino come costumista, con il supporto degli assistenti di produzione Lorenzo Fabbri e Michele Pomponio.