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Veritas no verum

“Veritas No Verum” racconta la storia di Matteo Venturi, brillante scienziato, inventore di una macchina capace di smascherare le menzogne, il Tanatoscopio. 

Insieme alla psicologa Silvia Ferrante, Matteo mette alla prova il dispositivo sulla propria relazione con Valeria, trasformando un esperimento scientifico in un confronto emotivo sempre più feroce. Ogni parola viene filtrata dalla macchina, fa emergere fragilità, sospetti e verità taciute.

Il corto si sviluppa come un gioco di specchi in cui la verità sembra finalmente poter essere catturata, insinuando il dubbio se la vera menzogna è quella dei personaggi o quella del dispositivo stesso.

L’opera si ispira al cinema di Federico Fellini, in particolare al suo modo di esplorare il confine sottile tra realtà, finzione e autoinganno, sviluppando il tema della “bugia nella bugia”: non solo i personaggi mentono tra loro, ma sono intrappolati in una struttura narrativa che a sua volta è fondata sull’inganno.